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Beatrice Moricci Photographer – Intervista a Beatrice

Beatrice Moricci Photographer – Intervista a Beatrice

Quando hai iniziato a fotografare e perché?

Sono sempre stata affascinata dalle immagini che vedevo in tv o nelle riviste, fino a che non ho iniziato con la mia prima compatta a catturare anch’io le immagini che mi piacevano di più. La portavo sempre con me, in classe, in gita, in giro. Mi piaceva cogliere gli attimi che mi si presentavano ed amavo riguardarli poi a distanza di tempo per rivivere le emozioni. Sono una nostalgica!

Come hai curato la tua formazione?

Ho cominciato a frequentare i circoli fotografici quando avevo 16 anni. Erano sempre pieni di amatori molto bravi, mostre, dialoghi sull’arte e fotografia. Ho cominciato qui a seguire i miei primi corsi di fotografia. Nel 2006 mi sono iscritta all’università di Design, dove ho seguito anche qui diversi corsi di fotografia ancor più specifici nella tecnica e post produzione. Una volta che ho capito che la fotografia era la mia strada, ho frequentato una scuola privata di fotografia  per allargare a 360° le mie conoscenze.

Come sei arrivata a fare la fotografa? E come mai proprio di matrimoni?

All’interno dei circoli fotografici capitavano anche aspiranti fotografi professionisti. Ho avuto il piacere di conoscere due ragazzi che hanno svoltato dall’amatoriale al professionismo, incentrandosi sulla fotografia di matrimonio. Uno dei due ha visto delle capacità in me e mi ha proposto di andare a fare un matrimonio con lui. Da lì in poi è scoccato l’amore per questo genere ed abbiamo collaborato assiduamente per due anni. Alla fine del primo anno ho capito che è quello che volevo fare, così mi sono iscritta alla scuola di fotografia, e alla fine del secondo anno ho deciso di diventare una fotografa freelance indipendente.

Fotograficamente, come ti definiresti?

Sono una fotografa di reportage, una grande osservatrice attenta con il desiderio di scoprire. Catturo i momenti più particolari e racconto le emozioni più vere ed autentiche delle persone. Amo la naturalezza delle situazioni e degli sguardi e mostrare il tutto proprio così come accade senza nessun interferenza.

Preferisci il B/N o colore?Come si evince dall’ultima fiera degli sposi, il vostro settore è saturo di fotografi, sia principianti che professionisti, tu in che cosa ti differenzi? Proponi idee originali ai tuoi clienti?

In linea di massima preferisco il colore, anche se dipende da cosa richiede la fotografia per essere espressa al meglio.
Fin dal primo approccio con i miei clienti credo di fare la differenza: per farli sentire più a loro agio mi piace incontrarli davanti ad un caffè in un locale o direttamente a casa loro. Prima del matrimonio scegliamo un giorno per fare una sessione fotografica prematrimoniale che serve per entrare più in sintonia con me e con lo stile reportagistico. Mi piace poi suggerire idee fotografiche personalizzate per i riti d’obbligo e per i dettagli del giorno del matrimonio. Anche per quanto riguarda gli album, ho selezionato diversi prodotti da fargli visionare e scegliere, tra cui dei bellissimi album che sono veri e propri moderni complementi d’arredo per la casa, concepiti per essere esposti.

Che tipo di interventi fai in post produzione?

Oltre alla conversione in bianco e nero utilizzo il contrasto tonale, il bilanciamento del bianco, una lieve correzione dell’esposizione e quando serve un piccolo ritaglio o raddrizzamento delle linee cadenti. Niente di più. Un buon lavoro in fase di scatto non necessita di molta post produzione!

C’è, tra le tue, una foto alla quale sei particolarmente affezionata?

Ebbene si. E’ una foto fatta in preparazione della sposa: parete bianca, tv taglio panoramico con la partita sullo schermo e sposa di spalle con solo la testa in vista piena di bigodini rosa ed azzurri. Credo che per ora sia la mia massima espressione di fusione tra il design e la fotografia quanto a composizione perchè è essenziale ma racconta in due elementi un momento simpatico della preparazione, quasi facendo immedesimare il fruitore nella sposa stessa.Inoltre mi rispecchia anche personalmente: femminilità con un pizzico di  mascolinità, colore ed ironia.

Cosa fai per mettere a loro agio i futuri sposi e ottenere il meglio?

Mi piace incontrare i futuri sposi davanti ad un caffè in un locale o direttamente a casa loro: questo li fa sentire meno ospiti e più a loro agio. Prima del matrimonio scegliamo un giorno per fare una sessione fotografica prematrimoniale che serve per entrare più in sintonia con me e con lo stile reportagistico.

Ti sei mai emozionati ad un matrimonio che hai seguito unicamente come fotografa?

Sono una persona emotiva e mi emoziono a tutti i matrimoni, ed è grazie a questa caratteristica che riesco a far trasparire nelle immagini che catturo la mia emozione e quindi quella degli sposi.

Cosa ne pensi di programmini, app, fenomeni come instagram che rendono tutti “fotografi”?alcuni tuoi colleghi le usano anche per foto pubblicate su riviste famose.

E’ la doppia faccia della medaglia. Da un lato mi fa piacere perché abitua di più la gente al piacere dell’immagine e di essere ritratti, e quindi alla necessità di un professionista che lo faccia al meglio.
Dall’altra c’è un sacco di gente che si improvvisa e questo va a discapito del livello di estetica della fotografia e della professionalità del fotografo. E’ un peccato che non abbiamo un albo professionale che faccia più selezione e qualità della professione.
I programmi a disposizione della massa sono strumenti che vanno oltre la vera capacità di fotografare e che non valgono niente se alla base non c’è un buono scatto, ovvero capacità tecnica, estetica e di sentimento “A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?” Il fotoreporter Eugene Smith lo affermava già 50 anni fa.

Beatrice Moricci Photographer
 
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