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Specchiomagico – Intervista ad Manuel Rusca

Specchiomagico – Intervista ad Manuel Rusca

Quando avete iniziato a fotografare e perché?

Lo studio e’ nato nel 1985 da Carbone Giuseppina e poi mi sono aggiunto io  dopo aver finito gli studi (liceo artistico e scuola di grafica). Ho fotografato sin da piccolo, in casa mia ho respirato aria di fotografia da sempre

Come avete curato la vostra formazione?

Liceo Artistico Paul Klee e poi diventare fotografo per me è stato un passaggio naturale

Come siete arrivati a fare i fotografi? E come mai proprio di matrimoni?

Lo studio si è sempre occupato di matrimoni assieme alla fotografia industriale. Da una decina d’anni il matrimonio e’ diventata l’attività principale

Fotograficamente, come vi definireste?

Abbiamo sempre anteposto la nostra qualità, il nostro stile e le nostre idee sulla fotografia spontanea o di reportage alla sola considerazione commerciale dell’argomento. Per noi significano tanto la soddisfazione del cliente e la gratificazione personale. Un fotografo deve vedere ed immortalare le emozioni della festa nuziale senza essere invadente o condizionarne lo svolgimento. I nostri album sono curati e presentati agli sposi in elegante veste personalizzata. Col nostro gusto e la nostra preparazione tecnica diamo un risultato moderno e non scontato, elegante e raffinato alle coppie che si rivolgono a noi.

Preferite il B/N o colore?Come si evince dall’ultima fiera degli sposi, il vostro settore è saturo di fotografi, sia principianti che professionisti, voi in che cosa vi differenziate? Proponete idee originali ai vostri clienti?

Il bianco e nero è nel dna di tutti i fotografi che amano la fotografia, e nel matrimonio moderno se ne fa un largo uso fortunatamente, specialmente adesso che tutto si ottiene con filtro di Photoshop o con semplici passaggi di software, ma noi abbiamo ottenuto i nostri risultati eccellenti dapprima in camera oscura con la pellicola e le carte baritate sviluppate in puzzolenti bagni di sviluppo
E’ per questo che vantiamo oggi una professionalità difficilmente riscontrabile in altri nostri colleghi. Purtroppo la saturazione del mercato della fotografia ha portato ad una dequalificazione del mestiere ed un’appiattimento del gusto ma purtroppo a questo non ci sarà alcun rimedio, sono i tempi che ci hanno fatto scivolare in tutto questo. Confidiamo soltanto nel gusto dei nostri clienti, sperando che si continui a scegliere un professionista piuttosto che persone improvvisate, inesperte ma soprattutto senza la sensibilità di cui abbisogna questa specializzazione, che forse un po’ arte lo è.
L’originalità non è facile per il fotografo di matrimonio, bisogna tenersi informati, osservare quello che succede nel mondo, seguire per chi li ha i propri maestri ed i propri ideali e soprattutto avere sempre la voglia di nuove prospettive sia di ripresa che di lavoro.

Avete iniziato con l’analogico?

Si abbiamo iniziato con l’analogico e francamente il passaggio al digitale è stata una gioia.
Inizialmente le attrezzature hanno fatto un po’ dannare tutti, file piccoli, grana grossa, disturbo nel colore. Ma adesso non possiamo desiderare di meglio di quello che abbiamo, ahimè questo pero’ ha fatto nascere le situazioni di cui prima e per chi, come noi, ha dovuto sobbarcarsi l’avvio dell’attività in studi costosi oggi soffre troppo la concorrenza di chi lavora in casa a costi quasi azzerati.

Vi manca?

Non ci manca la pellicola, ne la carta baritata delle stampe di 20 anni fa, viviamo quello che i tempi attuali ci impongono e cerchiamo di crescere sempre un po’ di più degli altri. Solo così ci si può imporre nel mercato odierno.

Che tipo di interventi fate in post produzione?

La postproduzione e’ sicuramente una buona fetta delle attività del fotografo, per quanto ci riguarda diamo molto spazio all’archiviazione dei file, all’ottimizzazione di tutte le immagini.
Ci siamo preparati in questi anni, l’abbiamo fatto mentre il cambiamento avveniva ed oggi niente ci può trovare impreparati. Nel contempo abbiamo uno stile che impone non molti interventi sull’immagine, ci piace così e per questa strada proseguiamo. Gli effetti speciali li lasciamo a chi ha bisogno di usarli per mascherare la bassa qualità delle idee in ripresa.

C’è, tra le vostre, una foto alla quale siete particolarmente affezionati?

Nella vita di un fotografo ci sono sicuramente immagini che rimangono nella memoria indelebilmente e non saremmo umani se questo non fosse. Però preferiamo dire che l’immagine migliore deve essere sempre cercata nel prossimo lavoro.

Cosa fate per mettere a loro agio sposi ed invitati e ottenere il meglio?

La miglior cosa che noi facciamo e’ essere noi stessi per permettere agli sposi a loro volta di esserlo, è la spontaneità che regna sui nostri set fotografici. Noi siamo lì per loro, loro lo sanno e si fidano di noi, siamo modesti, non creiamo situazioni forzate e soprattutto non prendiamo il campo di quella festa nuziale che è la loro, non abbiamo nessun diritto di farlo. Più invisibili saremo più sarà riuscito il nostro compito.

Vi siete mai emozionati ad un matrimonio che avete seguito unicamente come fotografo?

L’immedisimarsi fa parte del comportamento di un fotografo, sia di reportage di matrimonio che in altre specializzazioni. E’ un modo per cogliere le emozioni intime di ognuno. Noi a questo crediamo molto, i risultati ci danno ragione.

Cosa ne pensate di programmini, app, fenomeni come instagram, che rendono tutti “fotografi”?alcuni vostri colleghi le usano anche per foto pubblicate su riviste famose.

Si è vero le App che oggi esistono per condividere le nostre immagini sono diventate interessanti, le usiamo come tutti, magari solo nel quotidiano, per noi stessi ma e’ vero che devono essere oggetto d’attenzione per noi professionisti dell’immagine. Stiamo mettendo nella rete la nostra vita, crediamo in qualche effetto positivo.

Studio Specchiomagico
 
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